“Lo stato in crisi”: perchè un videoclip sott’acqua
“Sott’acqua. Facciamolo sott’acqua!”
Quest’idea, semplice eppure singolare, è venuta a Francesco Lagi, dentro gli studi di Music Box, dove eravamo stati invitati per un premio assegnatoci dalla trasmissione Backstage Live.
Da giorni cercavamo un’idea giusta per rappresentare “Lo stato in crisi”.
Avevamo pensato a fare uno spaccato di “vita quotidiana” delle periferie romane. Troppo didascalico.
Avevamo pensato di far “cantare” il pezzo a tutti quelli che vivono lo stato in crisi, immaginando un percorso in soggettiva. Già fatto dal Pd…e non è stato un successo.
Avevamo pensato allora ad una storia un pò truculenta: un tossico in overdose che cerca aiuto in una strada provinciale, dove decine di macchine sono in fila per andare al mare. Nessuno gli apre e lui muore…(questa che non andasse bene si capiva da subito)
E allora ci siamo detti: basta pensare al testo. Basta con le parole. Basta con il significato.
Dedichiamoci al significante.
Così sentendo le linee di basso, le sospensioni ritmiche della batteria, il suono delle chitarre distorte nei riffs…Francesco Lagi ha pensato ad una situazione fluida, liquida, eppure claustrofobica.
Da qui l’acqua. Anzi lo stare sott’acqua.
Starci con gli strumenti musicali, vestiti, come se stessimo facendo un live, è stato il secondo passo.
Perchè? Perchè ogni videoclip si realizza per mettere in immagini l’identità artistica e personale di una band. Ancor più se si tratta di una band indipendente e poco conosciuta come i Tecnosospiri.
In passato ci siamo sempre rifiutati di fare un video concentrato su di noi, perchè ci sentivamo dei coglioni a suonare per finta e a farci riprendere.
Sott’acqua invece avremmo potuto intrattenere una vera e propria performance. Qualcosa di unico ed irripetibile, e per questo motivo, meritevole di essere “ripreso”.
Il terzo è stato decidere di non mettere nient’altro.
Essenzializzare, concentrare tutta l’attenzione sull’idea di base: un videoclip interamente girato sott’acqua, interamente dedicato alla performance.
La forza di un’idea si misura sulla sua autosufficenza.
Questa ovviamente è una scelta di “stile”, sia nostra che di Francesco Lagi.
Come sempre accade però, sul filo della forma si condensa il contenuto.
Spesso accade senza che chi tesse il filo se ne accorga.
O forse è proprio il fatto di avere un’idea sulla forma che denuncia la presenza di un contenuto latente.
Fatto sta che, dopo averlo girato, ci siamo resi conto che il videoclip era una rappresentazione allegorica dello stato in crisi. Forse più interessante di qualsiasi descrizione neorealista.
Lo stato in crisi come l’assenza di aria, di futuro, di spazio. Lo stato in crisi come luogo della “società liquida”, priva di riferimenti ideologici, morali, etici, solidi. Lo stato in crisi come pozzanghera in cui districarsi fino ad affogare per emergere, per trovare la via d’uscita, d’entrata.
Questo è il nostro secondo videoclip. L’attenzione che rivolgiamo a questa forma di espressione è quasi pari a quella che mettiamo per i nostri dischi.
Ci piacerebbe tanto poterne fare tanti.
O almeno un altro. Magari…senza fine.
Tecnosospiri
per guardare il video : http://www.youtube.com/wat..ch?v=wkUyDs0KJe0









